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Chiesa di San Fiorino

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Chiesa di San Fiorino

ALTOPIANO DEL SOLE

La chiesa di San Fiorino sorge a nord dell’abitato di Borno, sulla direttrice di Lova, a sinistra della valletta omonima.

LE ORIGINI

Sulla sua esistenza si hanno notizie storiche già a partire dal 1400: una bolla pontificia di Callisto III del 26 ottobre 1456 registra una chiesa campestre come cappella “Sancti Florinj” , all’interno dell’elenco delle chiese camune che versavano contributi al vescovo di Brescia (1410). La chiesetta compare poi nel Catalogo Queriniano del 1532 e il culto per S. Fiorino in Borno viene citato anche nelle deliberazioni poste in appendice agli statuti medioevali del Comune, datati 1446-1447. I lavori di restauro hanno permesso di chiarire come l’antica cappella sia stata ingrandita a più riprese. L’ultimo intervento di restauro, apportato intorno all’anno 1650, ha evidenziato l’attuale costruzione.

Un’ipotesi abbastanza attendibile sostiene che la primitiva cappella venne edificata sui resti di un antico tempio pagano. Questo sulla base di scoperte archeologiche che risalgono alla metà del secolo scorso, quando fu ritrovato, probabilmente nel sotto suolo della pieve, un frammento di ara romana recante un’iscrizione latina. L’epigrafe che venne dapprima collocata in uno degli altari laterali e trasferita in seguito in casa dei Conti Turrina a Casalbuttano, recitava: “Lucio Sassio, L.F. Ruffo e i figli Valeriano e Ruffino, di proposito e col loro denaro dedicarono a Mercurio”.

I RITROVAMENTI POST RESTAURO

Durante i recenti lavori di restauro apportati nell’estate del 1980, sono venuti alla luce all’interno della chiesetta altri tre importanti reperti:
1) un affresco del XV secolo, situato alla sommità dell’arco d’ingresso al presbiterio, che raffigura S. Fiorino vestito da legionario romano, circondato da una schiera di angeli;
2) un’antica sepoltura ad inumazione, stimata di epoca romana, recante l’iscrizione mutila “LLAESEC” (probabile marchio di fabbrica);
3) un frammento di pietra bianca, squadrata e con scanalatura, riconducibile a funzione di soglia, simile a un altro blocco marmoreo (anch’esso con scanalatura) inserito nella spalletta sinistra del portale d’ingresso.

Questi ultimi ritrovamenti rafforzano dunque la tesi che vorrebbe edificato in questo sito un tempio di modeste dimensioni dedicato al Dio romano Mercurio. L’attuale edificio, così come si presenta, evidenzia delle linee architettoniche di chiara ispirazione settecentesca. All’interno si notano, in particolar modo sulla parete meridionale della navata e nella parte più antica della chiesa, numerosi affreschi cinquecenteschi, quasi tutti mutilati ed in cattivo stato di conservazione.

Come raggiungere questo luogo

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